Consorzio vino Faro DOC

A tutela dell’autoctonia siciliana

Sulle colline che si affacciano sullo stretto di Messina in una lingua di terra fra il mar Tirreno e lo Ionio nasce la DOC Faro. Il nome pare derivi dai Pharii; antica popolazione greca che colonizzò le colline del messinese dedicandosi all’agricoltura ed in particolare alla viticoltura. La zona di produzione si concentra in particolare da Capo Peloro scendendo verso sud est lungo la costa Ionica.

Quest’area della Sicilia vanta un’antichissima vocazione vitivinicola, il vino era prodotto già in età micenea nel 14° secolo a.C. e nel 1800 veniva esportato in Francia come taglio per i vini di Borgogna e di Bordeaux. Nel 1800 gli ha vitati erano 18.000 oggi in tutta la provincia sono 900, ma proprio in questo picco negativo sta la rinascita di una viticoltura di qualità.
Negli anni 80 la DOC Faro esisteva solo sulla carta, agli inizi degli anni 90, un produttore in particolare, comincia ad imbottigliare il suo vino prodotto in quel fazzoletto di terra collinare che si affaccia sullo stretto di Messina, dove la viticoltura andava scomparendo anche per l’asperità dei terreni e per la pendenza che arriva fino al 70%, imponendo la costruzione di terrazzamenti.

Nell’ultimo decennio grazie all’impulso di un pugno di viticoltori che hanno scommesso sul valore di questa DOC, oggi il vino Faro può vantare un Consorzio di tutela che raggruppa 13 associati. E’ una delle DOC più piccole di tutta la Sicilia con 25 ha iscritti all’albo dei vigneti DOC.

 

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Messina ME, Italy
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Vitigni interessati Nocera, il Nerello Mascalese, Cappuccio,
Core e Palumba, Acitana, Galatena